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Intervista a Gabriele Fabris PDF Print E-mail
Written by Stefano Bucci   

 

 

 

1.Quando hai iniziato a gestire un gruppo?

 

Alla fine dell'estate 97' (se mi ricordo bene, provarono Vaino, Pagano, Barbato, Pertusi giusto per stare con gli amici e il mitico Roberto Barone.

 

2.Giochi nella stessa squadra che alleni?

 

Non ho mai giocato nella squadra che ho allenato.

 

3.Cosa significa per te essere "atleta"?

 

Essere atleta è difficilissimo.. rigore , disciplina,  rispetto e dedizione. Prima di diventare giocatori bisogna imparare ad essere Atleti.

 

4.I tuoi metodi di allenamento quanto sono influenzati dall'esperienza di altri sport?

 

Qualche influenza l'ho avuta dalla Pallanuoto... molto dal lavoro sul campo.

 

5.Quanto spazio dai al lavoro fisico in acqua (senza palla)?

 

Ogni periodo dell'anno ha, a mio avviso, la sua dose di lavoro atletico in canoa. Sia con o senza palla per me comunque assume valore fondamentale. La tendenza è quella di correlarlo il più possibile a quello che si fà in partita.

 

6.E la palestra?

 

Noi oltre al nostro peso spostiamo con la canoa una mole notevole d'acqua, forza resistente e lavoro neuro muscolare da svolgere a secco sono a mio avviso fonamentali.

 

7.Che atteggiamento hai verso i tuoi atleti quando vuoi comunicare un concetto importante?

 

Non è facile, ma mantenere la calma e usare il linguaggio più semplice credo che sia il modo più appropiato. La difficoltà è nel capire se i ragazzi capiscono cosa stai dicendo.

 

8.Come ti comporti con loro quando si va in trasferta?

 

Amo la precisione e l'unione di gruppo.

 

9.Quanto conta per te la singola individualità rispetto al gruppo?

 

Per essere protagonisti non si può prescindere dal gruppo. Sono più contento di chi è equilibrato nelle sue prestazioni rispetto a chi ha notevoli alti e bassi.

 

10.Allora supponiamo che il giocatore più forte che hai sia anche quello che si allena di meno. Come ti comporti?

 

Convergenza e chiarezza sia con chi è meno forte sia con chi si allena di meno. Se non se ne può far a meno, responsabilizzare è il primo passo.

 

11.Consideri quella del "Capitano" una figura importante o è soltanto una formalità? (se sì che caratteristiche deve avere?)  

 

Il gruppo dovrebbe individuare il Capitano. Spesso per quanto mi riguarda non è cosa semplice.

 

12. Postulando che ogni partita è caso a sè, tendenzialmente preferisci giocare "a uomo" o "schierato"?

 

Ho l'animo Trapattoniano!!!

 

13.Cosa pensi della presenza di così tanti stranieri in serie A?

 

Non credo che siano tanti, 10-11(molti dei quali quasi sempre assenti) su 100 italiani circa. L'importante che diano un valore aggiunto all'interno del gruppo in cui sono. Anche se non immediato.

 

14.Potendo scegliere tra Senior, Under21 e Femminile, quale settore della nazionale ti piacerebbe allenare?

 

U21 dà molte soddisfazioni, non solo sul piano tecnico.

 

15.In cosa deve migliorare questo sport per crescere ulteriormente?

 

Domanda dalle molte e difficili risposte. Cosa deve migliorare, la visibilità della Polo? la

qualità dei giocatori e quindi delle squadre? Il lavoro e la ricerca in tutti i sensi può certamente dare un forte impulso.

 

 

 

 

 

 

 

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