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| Written by Il Cronista |
| Tuesday, 25 August 2009 23:45 |
![]() La bandiera Italiana vince in Europa Bisognava esserci, a Essen, dopo il terzo gol di Radames. Sullo specchio d'acqua grandinavano applausi e si alzavano in volo, solenni, le note della Marcia Trionfale dell'Aida. Radamès era Luca Bellini, scudettato di fresco e freschissimo, roba di pochi secondi prima, Campione d'Europa. Avete già letto le cronache dalla trincea scritte con autorevolezza e totale coinvolgimento da Andrea Donzelli. Già che ci siamo, mi piacerebbe che si trasformasse in radiocronista e ascoltare da lui, ad esempio, l'avvenimento ancora da raccontare, la finale di Coppa dei Campioni a Saint-Omer. Restiamo però ad Essen perché questo primo oro della Canoa Polo Italiana è di straordinaria importanza. E' infatti il punto di partenza per i prossimi Campionati Mondiali. Essere saliti sul gradino più alto del podio è un premio non solo per Fabiano Roma, primo mandato e subito titulo (in questa stagione ce l'ha fatta solo David Bassi con la Pro Scogli Chiavari), ma anche per tutta la passione e la fraternità che il mondo della polo italiana elegge a bandiera in ogni livello di manifestazione. L'oro di Essen nasce dalle canoe legate a doppia mandata sui portapacchi, dalle resine che rabberciano le falle sugli scafi, dai mille chilometri sudati dalle squadre, financo dai giubbotti e dalle pagaie che a fine partita qualche volta giocano a nascondino intrufolandosi tra quelli di un'altra squadra. Grazie a questo oro tutto il movimento ha trovato spazio su giornali ed emittenti radio televisive. E di un bene, mettetevelo bene in testa, ne stanno bene tutti. Finora, a parte la costante presenza sulle cronache locali che seguono una o l'altra squadra nel corso dei campionati, lo spazio non è stato molto. L'oro è di importanza straordinaria. Tra le testate sportive, sia consentito segnalare "Corriere dello Sport" e "Stadio" di lunedì 24; poi il quotidiano "Il Secolo XIX" che apre la pagina del "Levante" proprio con il successo in Germania, il settimanale genovese "La Gazzetta del Lunedì" è riuscito ad incastrare la notizia in cronaca; l'emittente radiofonica Radio Aldebaran di Chiavari, mi segnalano, ha trasmesso più volte l'avvenimento pubblicando poi il testo sul sito internet. Martedì ha dato la notizia anche "La Gazzetta dello Sport" mentre "Il Corriere Mercantile" ha dedicato una pagina alla grande avventura. Ci voleva un risultato eccezionale per attivare una strategia della presenza di cui questo movimento ha bisogno come dell'acqua dove vive.A Essen, come vi dicevo, la spedizione è stata, risultati alla mano, una faccenda da veni vidi vici, con Caio Giulio Cesare che sorrideva compiaciuto dalla nuvoletta. Tre formazioni in lizza, tre formazioni in semifinale. Sarebbe stata addirittura uno tsunami se fossero saliti sul podio gli Under 21 e la Nazionale Rosa. Non è stato così, pazienza. Usando però il senso della misura, basato sul tempo della semina e sul tempo del raccolto, e il buon senso che non recrimina ma fa ragionare, la strada non mi sembra eccessivamente in salita. Klaus Martin Pagano deve essersi fatto, alla vigilia, una scorpacciata di Von Krieg, il celebre trattato di von Clausevitz sull'arte della guerra. La battaglia finale con la Germania dalle sette vite, precedentemente spazzata via da un inequivocabile 4-1, ha deliziato le tribune, i palati fini e chi ama le sensazioni forti. Chi è rimasto a casa ha avuto l'opportunità di intuirla, più che vederla, battendosi contro milioni di quelle creature infernali chiamate pixel o quasi. Gabriele Fabris, secondo me, paga l'annuale ghigliottina anagrafica che sul più bello lo priva dei più esperti. In ogni caso, il 26-0 (1 gol ogni 46 secondi) contro la Lituania dovrebbe entrare nel libro dei primati. Rodolfo Vastola, lo so, non dispone della cavalcata delle valchirie e qui, da mediterranei, siamo forse penalizzati. Ci risentiremo, riguardo agli Under 21 e alle Rose. Consentitemi infine di segnalare un gesto che conferma la fraternità del Gruppo Italia. Sabato 22 agosto tutti gli azzurri hanno offerto ad Andrea Bertelloni la torta dalle venti candeline. So che il suo babbo gli ha mandato questo messaggio: "Auguri. I vent'anni si festeggiano con la vittoria. Ciao". Beh, la Gran Bretagna l'hanno battuta. Il Cronista |
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