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Pratico questo sport da molti anni, ho cominciato a giocare quando, in Italia, si usavano gli stili “mano-pagaia” e “solo pagaia” ed ho visto l’intera evoluzione di questa disciplina, ho visto crescere il movimento, ho visto avanzare la tecnologia dei materiali e lo sviluppo le prestazioni. Ho visto grandi e piccini avvicinarsi ed innamorarsi di questo sport, ho visto grinta, passione e abnegazione, ma mai, prima di questo lavoro, mi era capitato di vedere la canoa polo così da vicino, di sentirla così familiare e di scoprire, che in fondo, anche se pensavo di averla in pugno, di lei non sapevo poi molto. E’ un po’ come avere una compagna senza passato, di cui non si sa nulla, e forse, per questo, ancor più affascinante. Cercare le origini di questo sport non è stata cosa facile. Il materiale è scarno ed incompleto, e si basa molto più sui ricordi del singolo atleta o gruppo, che su una documentazione cartacea ufficiale. Ci sarebbe molto da fare, e mi sono reso conto, dalle ricerche effettuate, che non sono poi molti coloro che si sono adoperati per dare una fisionomia alla storia della nostra specialità, soprattutto per ciò che concerne le origini. I miei predecessori si sono basati, come del resto ho dovuto fare anch’io, su ipotesi e congetture, con il supporto di pochissimo materiale e di ancor meno memoria storica. Spero che alla fine ne sia venuto fuori qualcosa di interessante, che possa dare un contributo valido a tutti coloro, neofiti e non, che hanno nel cuore questa specialità. Buona Lettura a tutti Renato Bacci |